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E’ difficile descrivere la bellezza senza tempo dell’arcipelago delle Isole Tremiti, lo splendore del mare, la ricchezza dei fondali, il profumo della pineta, i colori…forse le parole dello storico Giuseppe Pica potranno aiutarci….   L’aria resinosa sprigionata da una lussureggiante pineta; Il profumo di un mare limpido e cristallino; Il profumo di mirto, anemone e rosmarino; millenni di storia impressa sulla pietra, testimoniano il fascino delle leggendarie Diomedee. Queste gemme rispecchianti nell’azzurro mare raggi di luce e messaggi di meraviglia, potrebbero far loro  il motto del Poeta: “Io ho quel che ho donato”.     …TRA MITO E REALTA’   Le Isole  Tremiti sono a tutti note come  “Isole Diomedee” dal nome dell’eroe greco Diomede, re dell’Etolia. Si narra che , durante la guerra di Troia, Diomede colpì per sbaglio il braccio destro della dea Venere la quale, per vendetta, trasformò i suoi compagni in uccelli condannandoli ad aggirarsi su queste isole in un eterno pianto. Così recita Diomede:   “Ma ben dovevo, ahimè, fin da quel giorno  temer per la mia sorte, quando,folle colpii  di un nume le celesti membra e a Venere la destra insanguinai.”     “Ora si susseguono prodigi per un nuovo                                 orribile comando. I perduti compagni salgono con le ali verso i cieli e come uccelli volteggiano                                 sulle acque. Oh, tremendo supplizio dei miei cari! Essi riempiono gli scogli delle loro voci                                lacrimose”.   “E pur dianzi in augelli conversi i miei compagni (oh miseranda lor pena!) van per l’aura e per gli scogli  di lacrimosi accenti il cielo empiendo”.   “Ma ben dovevo aimè temer per la mia sorte quando Folle colpii di un nume le celesti membra Ed a venere la destra insanguinai.”     Ancora oggi, nelle notti senza luna, si può udire il loro suggestivo lamento….essi piangono l’eroe ormai scomparso e su queste isole sepolto. mito Read more...
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Le Isole Tremiti

E’ difficile descrivere la bellezza senza tempo dell’arcipelago delle Isole Tremiti, lo splendore del mare, la ricchezza dei fondali, il profumo della pineta, i colori…forse le parole dello storico Giuseppe Pica potranno aiutarci….

 

L’aria resinosa sprigionata da

una lussureggiante pineta;

Il profumo di un mare

limpido e cristallino;

Il profumo di mirto,

anemone e rosmarino;

millenni di storia

impressa sulla pietra,

testimoniano il fascino

delle leggendarie Diomedee.

Queste gemme rispecchianti

nell’azzurro mare

raggi di luce

e messaggi di meraviglia,

potrebbero far loro

 il motto del Poeta:

“Io ho quel che ho donato”.

 

 

…TRA MITO E REALTA’

 

Le Isole  Tremiti sono a tutti note come  “Isole Diomedee” dal nome dell’eroe greco Diomede, re dell’Etolia. Si narra che , durante la guerra di Troia, Diomede colpì per sbaglio il braccio destro della dea Venere la quale, per vendetta, trasformò i suoi compagni in uccelli condannandoli ad aggirarsi su queste isole in un eterno pianto. Così recita Diomede:

 

“Ma ben dovevo, ahimè, fin da quel giorno

 temer per la mia sorte, quando,folle colpii

 di un nume le celesti membra e a

Venere la destra insanguinai.”

 

 

“Ora si susseguono prodigi per un nuovo

                                orribile comando.

I perduti compagni salgono con le ali

verso i cieli e come uccelli volteggiano

                                sulle acque.

Oh, tremendo supplizio dei miei cari!

Essi riempiono gli scogli delle loro voci

                               lacrimose”.

 

“E pur dianzi in augelli conversi

i miei compagni (oh miseranda lor

pena!) van per l’aura e per gli scogli

 di lacrimosi accenti il cielo

empiendo”.

 

“Ma ben dovevo aimè temer per la mia sorte quando

Folle colpii di un nume le celesti membra

Ed a venere la destra insanguinai.”

 

 

Ancora oggi, nelle notti senza luna, si può udire il loro suggestivo lamento….essi piangono l’eroe ormai scomparso e su queste isole sepolto.

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